Come apprendono i neonati? 5 importanti info da ricordare!

 

Neonato gioca con un cubetto blu
Nei primi mesi di vita quasi ogni cosa per i bambini è completamente nuova: l’apprendimento nei neonati è un processo che li coinvolge senza interruzioni 24 ore al giorno, persino mentre dormono!

In poco tempo ogni bambino deve infatti imparare a riconoscere e a muovere il suo corpo, ad afferrare e a manipolare gli oggetti che ha a disposizione, a comprendere e ad utilizzare la lingua degli adulti che lo circondano..

Noi genitori come possiamo aiutarlo in questo importantissimo percorso?

Ecco 5 informazioni da tenere a mente sul nostro bimbo appena arrivato!

1. Nasce competente

Nonostante sia così piccolo e apparentemente fragile, ogni neonato è in grado di selezionare, elaborare e trattenere nella sua memoria, anche se in modo inconsapevole, le informazioni che riceve dall’ambiente esterno e, oltre ai riflessi naturali che lo aiutano istintivamente a sopravvivere, ha già alle spalle anche un importante background formato dalle esperienze sensoriali vissute nel grembo materno, sulle quali costruirà piano piano le sue conoscenze successive.

Un esempio è il fatto che le aree del suo cervello che processano i suoni funzionano bene già dal terzo trimestre di gravidanza, in modo che, subito dopo la nascita, possa ricordare ciò che ha ascoltato nel pancione, riconoscendo – e preferendo! – la lingua madre e la voce della mamma a tutti gli altri suoni.

Cerchiamo perciò fin da subito di coltivare la curiosità e la voglia di apprendere del nostro bambino, avendo l’accortezza però di sottoporgli un solo stimolo per volta; l’eccesso di esperienze presentate contemporaneamente, infatti, porterebbe soltanto ad un sovraccarico mentale che lo renderebbe nervoso e maldisposto ad esplorare ciò che lo circonda.

2. Impara soprattutto attraverso i sensi

La percezione del bambino inizia ad attivarsi nel grembo materno; dopo la nascita, attraverso le tantissime informazioni che arrivano dal mondo esterno, i suoi sensi gli permetteranno di acquisire molte nuove competenze.

Tutto ciò che egli osserva, ascolta, annusa, assapora o percepisce con il corpo durante i primi mesi di vita consente la creazione di nuovi legami tra le sue cellule cerebrali: tanto più gli vengono proposte esperienze interessanti, tanto più si incrementano queste connessioni, che gli permetteranno di riconoscere, organizzare e gestire le informazioni acquisite.

“Il bambino, per mezzo del lavoro, diviene cosciente e costruisce l’uomo” scriveva Maria Montessori più di un secolo fa: il “lavoro” a cui alludeva è proprio anche questo tipo di attività, che inizia alla nascita con l’esplorazione del mondo circostante, e che noi adulti dobbiamo cercare di assecondare e rendere il più possibile entusiasmante e gratificante.

3. Costruisce schemi mentali a partire dalla sua routine

Il bambino impara molto velocemente a fare previsioni su ciò che sta per succedere nell’immediato attorno a lui e le sue considerazioni sono tutte formulate sulla base delle sue esperienze precedenti; questo succede perché le aree del suo cervello che rispondono agli input visivi si attivano, grazie alla memoria che si sta costruendo, anche all’aspettativa di vedere qualcosa.

Questo è il motivo per cui è molto importante offrire al neonato una routine semplice, fatta di azioni fisse e ripetitive, in cui possa sentirsi sicuro; un bambino che si trova a suo agio nell’ambiente in cui vive è più rilassato e perciò può concentrarsi serenamente nel fare nuove scoperte.

4. Imita gli adulti per diventare autonomo e acquisisce più informazioni da ciò che lo sorprende

Le basi naturali della capacità di imitare, cioè osservare con attenzione qualcosa e tentare con impegno di copiarlo, sono già presenti nel neonato: quando un bambino si concentra nel guardare come un adulto utilizza una specifica parte del suo corpo, il suo cervello si attiva esattamente nell’area che corrisponde a quel particolare movimento.

Probabilmente sono i neuroni specchio a creare questa precocissima empatia, che aiuta i bambini ad imitare gli adulti riproducendo gli stessi movimenti osservati, dapprima in modo inconscio – come avviene alla nascita – e in un secondo momento in modo consapevole, come dimostra ad esempio l’uso dei segni per bambini per comunicare già a pochi mesi di vita.

I piccoli inoltre imparano al meglio quando vengono stupiti attraverso qualcosa di interessante che non avevano previsto di poter osservare: l’“effetto sorpresa” stimola nei neonati un’attenzione più prolungata e il desiderio esplorare più a lungo il fatto nuovo.

Offriamo perciò la possibilità al nostro bimbo di osservarci spesso durante la giornata e inventiamoci via via modi interessanti per stupirlo, modificando di volta in volta qualche particolare delle attività con le quali lo intratteniamo quando è sveglio.

5. Se dorme bene apprenderà meglio e con più facilità

Per i più piccoli un buon sonno è premessa certa di un migliore apprendimento, esattamente come per noi adulti. I bambini, soprattutto durante il primo anno di vita, sono costantemente sottoposti a molti – spesso troppi – stimoli dai quali ricavare informazioni e per questo motivo il loro cervello deve poter fare delle pause e riposare frequentemente, ogni poche ore; se i piccoli non spendessero così tanto tempo dormendo, probabilmente non sarebbero in grado di elaborare e memorizzare ciò che hanno imparato, perché è proprio durante il sonno che il loro cervello consolida quanto ha appreso da sveglio.

Noi adulti abbiamo l’importante compito di favorire e garantire le condizioni che permettano ai nostri bimbi di dormire sereni; un po’ di impegno da parte nostra nel prevenire ed eliminare ogni possibile fattore di disturbo garantirà un maggiore entusiasmo del piccolo in risposta alle vostre proposte nelle ore di veglia!

E voi cosa ne pensate?

Qual è la vostra esperienza di genitori, nonni o tate?
Avete messo in pratica delle strategie per facilitare la routine in famiglia oppure avete introdotto alcuni momenti dedicati alla lettura? Sono molto curiosa di conoscere le vostre esperienze!

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