Non solo bilinguismo, viva i bambini multilingue!

Se crescere un bimbo bilingue sembra una scelta riservata a genitori di diversa nazionalità, quando parliamo di multilinguismo la faccenda pare essere ancora più complicata, e invece…

Ma facciamo un passo indietro!

In che termini parlare di multilinguismo se la maggior parte dei nostri bimbi in Italia nasce monolingue o al massimo bilingue?

Multilinguismo in effetti è una parola che può suonare piuttosto impegnativa, ma che – pensandoci bene – racchiude in sé un’opportunità importante per ogni neonato.

L’apprendimento simultaneo di più lingue è possibile e molto più semplice per i bambini fra 0 e 3 anni

Molte persone credono che imparare più di una lingua richieda uno sforzo troppo consistente per il cervello di un bambino piccolo e che magari più lingue tolgano spazio e risorse all’apprendimento cognitivo generale.

In realtà il nostro cervello, a partire dalla nascita se non addirittura prima, è perfettamente in grado di gestire anche diverse lingue contemporaneamente:
la capacità di apprendere il linguaggio è massima proprio nei primi anni di vita e non richiede alcun impegno razionale da parte dei piccoli, che lo assorbono spontaneamente attraverso l’interazione con gli adulti che li circondano.

Il “multilinguismo”, in un mondo sempre più multiculturale, assume per i nostri bambini una rilevanza strategica soprattutto in relazione al loro futuro, sia sul piano personale sia su quello culturale e lavorativo: offrire ai piccoli l’esperienza di avvicinarsi prestissimo ad altre lingue – di cui noi adulti pur non essendo madrelingua abbiamo una competenza almeno di base – anche se faticoso è possibile e dà loro significativi vantaggi.

I vantaggi del multilinguismo

Le persone che crescono esposte a più lingue, infatti, ne beneficiano in diversi modi, sviluppando in particolare:

– una più accurata capacità di focalizzarsi sui dettagli
– notevoli abilità di multi-tasking
– tempi di attenzione più lunghi e una maggiore capacità di concentrazione
– una speciale empatia nei confronti delle altre persone
– una migliore memoria
– un’eccellente sensibilità linguistica
– la capacità di vedere le cose da più prospettive

Il ruolo dei genitori è fondamentale

Come adulti con una conoscenza parziale di un’altra lingua come possiamo sostenere i nostri bimbi in un percorso multilingue?

La cosa più importante è valutare bene a priori le nostre competenze linguistiche ed il tempo di cui disponiamo per poterci organizzare al meglio.
Libri, cd, playgroups e naturalmente tutte le risorse presenti sul web ci offrono numerosi strumenti di supporto, a cui poter affiancare molte altre attività, che conviene preparare con un po’ di anticipo ripassando prima il necessario vocabolario di base.

Punto forte di qualsiasi lavoro però – e ciò richiede un certo dispendio di energie – devono sempre essere la nostra presenza, la nostra voce e il nostro entusiasmo!

Non importa infatti se non abbiamo competenze ottimali nella grammatica e nella pronuncia della lingua che vogliamo trasmettere, per risolvere queste difficoltà possono venirci in aiuto gli strumenti elettronici; i bambini per imparare hanno bisogno di allegria e risate, perciò il nostro maggiore impegno linguistico deve essere soprattutto quello di farli divertire!

Immagine di un corso di lingua dei segni per bimbi piccoli udenti
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