Perché utilizzare i Segni dei Piccoli?

Immagine articolo benefici segni CANVA

La piccola Ceci, 13 mesi, segna ANCORA

 

Sono ormai alcuni anni che mi occupo dei Segni dei Piccoli, l’incredibile strumento di comunicazione di origine americana che permette anche ai piccolissimi che ancora non sanno parlare di relazionarsi con i loro genitori “alla pari”, offrendo loro la possibilità di esprimere attraverso le manine le loro richieste e i loro pensieri.

Trasmettere ai bambini questo modo di “parlare” richiede sicuramente – lo dico da insegnante, ma anche da caregiver! – moltissima costanza, una buona dose di pazienza, un pò di impegno e un piccolo sforzo a livello di memoria: vale la pena, allora, questa “fatica”? Perché imparare uno strumento di comunicazione manuale, se i nostri piccolini presumibilmente prima o poi parleranno?

Per diversi motivi, in realtà: i benefici sul bambino a livello cognitivo e linguistico, a breve e lungo termine, sono davvero tanti.. Ecco quelli che potrete constatare quasi nell’immediato 🙂 !

  1. Perché i Segni dei Piccoli limitano notevolmente il pianto, il nervosismo e il senso di frustrazione nel bambino piccolo

Il bimbo che impara a comunicare con i segni ha, fin da piccolissimo, uno strumento in più per interagire con gli adulti; dovendo fare meno affidamento sul pianto e sulle urla per farsi comprendere risulta molto più sicuro di sé e, sentendosi parte attiva nella comunicazione, è facilitato nella costruzione della propria autostima.

Anche gli adulti che si occupano di lui ne traggono un importante vantaggio: genitori ed educatori segnanti, infatti, comprendendo velocemente le richieste del piccolo ed essendo perciò in grado di rispondergli adeguatamente in tempi rapidi, sono molto meno stressati degli adulti che non usano i segni.

I bimbi segnanti, già intorno ai 6-7 mesi – qualcuno anche prima! – utilizzano consapevolmente i segni più semplici, ad esempio LATTE e ANCORA, riuscendo quindi ad avvisare i genitori quando hanno fame senza scoppiare in un pianto disperato!

2.   Perchè i Segni dei Piccoli consentono al bambino di raccontarci ciò che osserva, ciò che pensa del mondo che lo circonda e di porre domande sulle cose da cui è attratto

Spesso noi adulti siamo un pò distratti e fatichiamo ad accorgercene, ma i nostri piccolissimi sono acuti osservatori, hanno un’incredibile voglia di apprendere e non vedono l’ora di instaurare delle conversazioni con noi per farci sapere a cosa sono interessati in un determinato momento e poter imparare qualcosa di nuovo; con i segni questa loro voglia di apprendere è estremamente facilitata, perchè, comunicando in modo chiaro, possono diventare partners alla pari nel dialogo.

Proprio pochi giorni fa, durante un momento di lettura condivisa, una mia piccola segnante di 15 mesi, vedendo l’immagine di un serpente – premetto che non avevo ancora avuto occasione di mostrarle il segno SERPENTE! – ha segnato BRUCO, facendomi così osservare una somiglianza tra i due animali che io forse, come adulta, non avrei notato; questo ci ha permesso di lavorare con suo grande interesse sulle differenze che ci sono tra un BRUCO e un SERPENTE 😀 !

3.  Perché i Segni dei Piccoli aiutano a rendere più forte il legame tra il genitore e il suo bambino

La lingua dei segni, anche se in versione parzialmente semplificata, ha bisogno di molta attenzione da entrambe le parti per essere eseguita e compresa: questo significa avere la possibilità di un’interazione più intensa e soddisfacente con il bambino, che parte da un maggiore contatto visivo e fisico. Quando si usa la comunicazione gestuale è infatti sempre necessario guardare il piccolo interlocutore, rivolgersi a lui esplicitamente, talvolta prendergli le manine e dirigerle per aiutarlo ad imparare un segno.

Il rapporto con i bimbi cambia davvero tanto utilizzando i Segni dei Piccoli: avere l’opportunità di esprimere il proprio pensiero sentendosi compresi è immensamente gratificante per un bambino che ancora non è in grado di parlare e riempie di entusiasmo e di stupore l’adulto che si trova a poterlo capire al di là delle parole!

Ieri un bimbo di circa 11 mesi, introdotto ai segni da pochissimo tempo, vedendo un uccellino sul prato, me lo ha segnato una prima volta un pò titubante e poi, vedendo che lo avevo capito, ha ripetuto ridendo il segno UCCELLINO un numero infinito di volte: una soddisfazione davvero immensa, le famiglie segnanti mi possono capire 😉 !

4.  Perché i Segni dei Piccoli aiutano i bambini ad imparare a parlare più rapidamente

Numerosi studi scientifici supportano l’uso della comunicazione manuale e dimostrano che i piccolissimi che apprendono la lingua dei segni sviluppano abilità linguistiche in modo più rapido ed accurato di quelli non esposti alla comunicazione gestuale.

Riguardo alle motivazioni gli esperti hanno teorie diverse, ma per tutti l’evidenza fornisce un valido supporto agli studi: i bambini segnanti iniziano a parlare spesso prima di quelli che non usano i segni, hanno un vocabolario più ampio, apprendono più facilmente nuove parole e costruiscono frasi di maggiore complessità. Inoltre, se provengono da famiglie bilingui ed usano gli stessi segni per entrambe le lingue, hanno spesso tempi più rapidi di passaggio da una lingua all’altra.

In questi primi anni di lavoro sullo sviluppo del linguaggio, ho notato che quasi tutti i bimbi segnanti che ho incontrato hanno iniziato a parlare presto e poi, una volta sicuri della propria comunicazione verbale, hanno eliminato progressivamente i segni, ad eccezione di qualcuno che magari viene utilizzato anche a distanza di anni.. per pura comodità! Tutti, anche dopo diverso tempo e nonostante siano perfettamente in grado di parlare, riconoscono ancora i segni e si divertono molto nell’inserirli per gioco in filastrocche, canzoncine o altre attività; molti di loro li trasmettono anche ai fratelli più piccoli, diventandone gli interpreti principali!

5.  Perché i Segni dei Piccoli sono un primo strumento di approccio verso l’interesse per nuove lingue e nuove culture

Imparare più di una lingua ormai è assolutamente necessario, in un contesto multietnico e poliglotta come il nostro. I bambini hanno l’incredibile fortuna di poter apprendere più lingue senza sforzo e i segni possono offrire loro un primo contatto semplice e divertente verso una seconda lingua interessante e naturale, che consente anche uno sviluppo precoce di un’area più estesa del cervello deputata alle abilità linguistiche. Sia all’estero sia in Italia ho avuto l’occasione di osservare piccoli bilingui usare correttamente i segni in entrambe le lingue parlate nella famiglia, ma anche di vedere quanto i piccoli monolingui siano agevolati nel comprendere un adulto segnante quando parla una lingua diversa.

Pur non essendo madrelingua, mi è già capitato diverse volte di creare “attività segnate” in inglese per bimbi molto piccoli, con risultati davvero interessanti: i bimbi, messi a proprio agio dai segni, reagiscono positivamente alla novità e spesso tra le loro prime parole qualcuna è in perfetto inglese! 

Qualcuno di voi utilizza già i Segni dei Piccoli? Quali benefici avete osservato 🙂 ?

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