Mela e pera, due colorati puzzles in feltro

 

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Adoro i puzzles, adoro il feltro e adoro l’autunno, perciò ho pensato di cercare spunti per combinare questi elementi  componendo qualche semplice attività da sfruttare con i “miei” pargoli nei prossimi mesi!

L’idea del puzzle a forma di mela non è mia ma arriva dal sito Mama’s Happy Hive, che ha un’utilissima unità di lavoro di ispirazione montessoriana tutta dedicata alla mela e diversi templates liberamente scaricabili; io mi sono limitata ad eseguirla e ad aggiungere a mano libera anche una pera, in modo che in un secondo momento si possa lavorare sul confronto tra i due frutti.

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A cosa serve?

I puzzles sono un materiale molto interessante, che stimola la motricità fine, la coordinazione oculo-manuale, la logica e il linguaggio; il feltro – potete usare anche il pannolenci, che è più morbido e più economico – offre inoltre una sensazione tattile piacevole e rassicurante.

A chi proporlo?

Le attività che si possono realizzare con questo materiale richiedono tempo e concentrazione; a seconda del livello di attenzione raggiunto dal bambino si può iniziare a lavorare con lui intorno ai 18 mesi; verso i 2 anni probabilmente ci giocherà in completa autonomia.

Come fare?

Realizzare le immagini e i puzzles è semplice e veloce. Vi occorrono:

–          feltro o pannolenci marrone scuro, rosso, giallo chiaro e scuro, verde chiaro e scuro e rosa o arancione pallido

–          fogli bianchi

–          template di pera e mela scaricabili da internet

–          pennarello nero a punta grossa

–          matite colorate

–          matita grigia

–          forbici

–          plastificatrice

–          stampante

Scaricate e stampate in due copie i templates che preferite dal web. Se vi servono scrivetemi e vi giro volentieri quelli che ho preparato, se siete creativi potete realizzare i frutti voi stessi!

Una delle copie di ciascun frutto andrà colorata – con le matite l’effetto è più delicato – e l’altra andrà ritagliata perchè servirà da guida per disegnare sul feltro i vari pezzi dei puzzles.

Una volta ricavate le varie parti potete pensare di mettere sul retro di ciascuna un pezzetto di velcro; io per ora preferisco lasciarle così.

Presentare il lavoro al bambino è un compito da valutare in base all’età e alle competenze da lui già acquisite. E’ importante mostrargli prima l’immagine cartacea di un solo frutto e trovare il tempo per “studiarla” insieme, avendo cura di nominargli con esattezza le varie parti in essa rappresentate. Conclusa questa prima analisi potete mostrargli il puzzle – già predisposto su un vassoio di legno o su una tovaglietta monocolore – e, una volta che l’avrà osservato, potrete scomporlo e farglielo ricostruire da solo, se è abbastanza abituato a questo tipo di gioco, oppure ricomporlo insieme, se è alle prime armi, ripetendo ancora i nomi dei vari pezzi.

Se usate i Segni dei Piccoli approfittate dell’attività per ripetere i segni MELA, PERA, FRUTTA e quelli dei colori.

Una volta completato il lavoro potete comparare il puzzle anche con il frutto vero, che avrete preparato in cucina e che taglierete e osserverete insieme prima di mangiarlo per merenda. Se il vostro bimbo avrà voglia di lavorare anche sul secondo puzzle, una volta pronti entrambi cercate di fargli osservare le analogie e le differenze tra i frutti, reali e rappresentati. “Quale è più grande? Hanno entrambi la buccia? Mi fai vedere il picciolo? Quanti semini ha questa pera? E quella di feltro?”. Raccontategli che entrambi, con le loro caratteristiche, sono “frutti”; mostrategli gli altri frutti presenti in cucina e descriveteglieli nel dettaglio. Queste semplici spiegazioni lo aiuteranno ad imparare a classificare ciò che si trova davanti.

Successivamente, a seconda dell’interesse riscosso e delle domande che avrete suscitato, potrete spaziare allargando il discorso con ulteriori informazioni sul melo e sul pero – io ho preso spunto dalle carte Usborne “50 trees to spot” – parlare del ciclo della loro vita e, se ne avete la possibilità, andare ad osservarli dal vero; ciò ci porterebbe ad aggiungere infinite altre attività da proporre un po’ per volta, ma ve le racconterò in un altro post 😉 !

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